premessa.
Ricette Sociali è nato con lo scopo di aiutare chi, in questo momento storico, si è trovato in difficoltà al punto di non avere da mangiare.
Ai tempi non sapevamo in che modo sarebbe stato sostegno concreto. É tramite RI-VOLTA, e grazie alla determinazione di chi ci ha creduto, che questo progetto ha trovato il proprio compimento.
ORA TOCCA A VOI!

Acquistando ricette sociali contribuirete a sostenere “NESSUNO ESCLUSO” (vai al sito) il progetto tramite il quale EMERGENCY distribuisce beni alimentari alle famiglie che non ricevono aiuti e che necessitano di un sostegno per superare questa situazione.

un’idea per sfamare.
Esiste la fame ed esiste l’appetito.
Non confondeteli.
Il primo, da vocabolario, è la necessità di soddisfare un’esigenza, il secondo un desiderio. Noi la fame non l’abbiamo mai provata, ma non per merito, molto fanno le circostanze.
La fame è questione di gravità: se sotto c’è il vuoto, tutto ciò che sovrasta scivola giù; è così che una pancia vuota riesce a prosciugare il cuore.
Se poi quella pancia è dei propri figli o di chi si ama non basta nemmeno ciò che colma cuore, occhi e cervello per riempire quell’abisso: ecco che quei crampi di fame diventano morsi alla vita e, un morso dopo l’altro, quella vita se la divorano.
Questo libro è stato creato per chi vive il greve senso della fame ma è dedicato a chi, pur non conoscendolo, ne intuisce il peso e il dramma e vuole essere goccia che contribuisce a saziare quella voragine.
E non è facile comprendere che mentre noi ci chiediamo “COSA mangeremo oggi?” c’è chi quel “COSA” non se lo può permettere.
Mano a mano che la pandemia evolveva, cresceva e complicava tutto, compromettendo la quotidianità, ci siamo resi conto che in questa situazione di emergenza troppa gente, senza colpa, si sarebbe trovata senza un “COSA” ma con un’immensa domanda.
Da questa consapevolezza e dal nuovo vivere, ritarato sulla rivalutazione ed esaltazione delle “cose” più semplici tra le mura domestiche (primo tra tutti il mangiare!) abbiamo pensato e realizzato questo libro di ricette.
Ricette che vogliono essere risposta a noi che, con quel “COSA”, ogni giorno riempiamo i piatti e il cuore di chi amiamo, sentendoci un po’ chef, un po’ “ciccioni”!
Ricette che vogliono, e grazie a voi possono, regalare un “COSA” a chi non ce l’ha.

Il 2020 porta con sé un neologismo: distanziamento sociale.
Ne faremmo tutti a meno, anche i misantropi, ma è l’unico modo per uscire da questa pandemia, in attesa che la scienza ci aiuti. Ciò che spaventa è in che modo possa influire sul comportamento di ognuno di noi. “Distanti ma uniti” si sente ovunque, ma sarà vero? Saremo ancora capaci di guardare gli altri con amore e compassione?
Questo libro è la prova che, per ora, il distanziamento sociale non ha causato alienazione, indifferenza o cinismo.
Un libro scritto da persone comuni.
Persone che vivono lontane tra loro (alcune in un altro continente!).
Persone che hanno faticato per trovare il tempo per cucinare, segnare ingredienti e pesi, scrivere la ricetta, impiattare al meglio e fotografare (ci sono anche 3 infermiere tra gli “chef” e tante mamme con “inquilini minorenni” presenti 24/24 chiassosi!).
Persone messe a dura prova da questo virus, magari che hanno perso il posto di lavoro o con problemi di salute importanti.
Persone claustrofobiche e persone sedentarie, persone malinconiche e persone positive, persone che comunque hanno voluto dare il proprio contributo a un causa più grande dei propri “ma” e “però”;
e ognuna di queste persone lo ha fatto con una ricetta.
Ma badate bene, non sono di quelle stellate che pretendono conoscenza e strumenti, lavorazioni estreme e descrizioni impronunciabili! Sono molto di più: sono quelle ricette a cui si è affezionati, magari tramandate da qualcuno che si amava, ricette custodite con amore e in alcuni casi gelosia, ricette che per qualcuno è stato difficile condividere e spiegarne le ragioni (queste ricette sono proprio speciali), ricette che in un periodo tanto “difficile” hanno significato qualcosa per chi per un giorno si è “vestito” da chef per poter aiutare chi ha fame.
Per tutto questo sono
RICETTE SOCIALI
